La proposta di legge Tofani priva il Cgie del ruolo di rappresentanza
(GRTV) - La proposta di legge Tofani sulla riforma dei Comites e del Cgie è stata rinviata dall’aula del Senato alla Commissione per ulteriori approfondimenti. Per la Consulta degli Italiani all’estero del PD questo disegno di legge è un tentativo di normalizzare il sistema di rappresentanza democratica degli italiani all’estero, scollegandolo da un vero e costruttivo rapporto con le comunità chiamate ad eleggerli e a sostenerli. Infatti i Comites vengono di fatto trasformati in organismi meno rappresentativi dell’emigrazione. Il Cgie quindi verrebbe privato della funzione generale di rappresentanza e della capacità di assolvere a un ruolo di raccordo fra i Comites, i parlamentari eletti all’estero, il Governo e il Parlamento nel suo insieme.
La Consulta degli italiani nel mondo chiede l’apertura di un vero confronto con le rappresentanze elette dagli italiani all’estero, con le Associazioni dell’Emigrazione e con le forze politiche per modificare una proposta di legge ritenuta sbagliata e in contrasto con gli ideali di democrazia e partecipazione costruiti con anni di lotte. L’auspicio della Consulta degli italiani nel mondo è che la necessità di ulteriori approfondimenti venga accolta dal Relatore e dalla Commissione, e chiede ai Gruppi Parlamentari del Senato dell’area dell’opposizione di dichiarare la loro contrarietà al disegno di legge Tofani e rendere esplicita la decisione di votare contro, qualora la proposta non venga significativamente modificata.
GRTV/Redazione
29 aprile 2011
30 apr 2011
GIOVANNI PAOLO II, ATTESE 62 DELEGAZIONI, C'E’ ANCHE MUGABE ALLA BEATIFICAZIONE
A Roma già si contano i primi arrivi
(GRTV) - Si terrà il 1° maggio in Vaticano la cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, che sta già richiamando moltissime persone: sono 62 le delegazioni guidate da Capi di Stato, di Governo ma anche da re e regine che assisteranno alla cerimonia presieduta da papa Benedetto XVI. Il primo ad arrivare l'inviato speciale peruviano, Mario Pasco Cosmopolis. Sabato arriverà il Presidente della Repubblica dello Zimbabwe, Robert Mugabe; ci sono poi il Presidente della Repubblica di Polonia, Bronislaw Komorowski, i presidenti di Senato e Camera, Grzegorz Schetyna e Bogdan Borusewicz. Sabato è in programma anche lo sbarco dei reali del Belgio, re Alberto II e la regina Paola, del Presidente del Messico Felipe Calderon e signora e del Primo Ministro francese, Francois Fillon.
Contemporaneamente giungeranno i Presidenti di Albania, Bamir Topi; di Estonia, Toomas Hendrik Ilves, e dell'Honduras, Porfirio Lobo Sosa. Con voli di linea rispettivamente da Lisbona, da Copenhagen e da Londra arriveranno anche il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, il Primo Ministro della Lituania, Andrius Kubilius e il Duca di Gloucester, Richard Windsor. Dal lontano Sud Est asiatico, per l'esattezza da Timor Leste, nazione a maggioranza cattolica, arriverà domani a Fiumicino, dopo aver fatto un primo scalo con cambio d'aeromobile a Francoforte, il Presidente del Parlamento Fernando La Sama De Araujo. Mentre a Ciampino atterrerà nel pomeriggio il Presidente del Congo, Sassou Nguesso. Sabato dalla più vicina San Marino sono attesi invece in auto i Capitani Reggenti Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini.
GRTV/Redazione
29 aprile 2011
(GRTV) - Si terrà il 1° maggio in Vaticano la cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, che sta già richiamando moltissime persone: sono 62 le delegazioni guidate da Capi di Stato, di Governo ma anche da re e regine che assisteranno alla cerimonia presieduta da papa Benedetto XVI. Il primo ad arrivare l'inviato speciale peruviano, Mario Pasco Cosmopolis. Sabato arriverà il Presidente della Repubblica dello Zimbabwe, Robert Mugabe; ci sono poi il Presidente della Repubblica di Polonia, Bronislaw Komorowski, i presidenti di Senato e Camera, Grzegorz Schetyna e Bogdan Borusewicz. Sabato è in programma anche lo sbarco dei reali del Belgio, re Alberto II e la regina Paola, del Presidente del Messico Felipe Calderon e signora e del Primo Ministro francese, Francois Fillon.
Contemporaneamente giungeranno i Presidenti di Albania, Bamir Topi; di Estonia, Toomas Hendrik Ilves, e dell'Honduras, Porfirio Lobo Sosa. Con voli di linea rispettivamente da Lisbona, da Copenhagen e da Londra arriveranno anche il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, il Primo Ministro della Lituania, Andrius Kubilius e il Duca di Gloucester, Richard Windsor. Dal lontano Sud Est asiatico, per l'esattezza da Timor Leste, nazione a maggioranza cattolica, arriverà domani a Fiumicino, dopo aver fatto un primo scalo con cambio d'aeromobile a Francoforte, il Presidente del Parlamento Fernando La Sama De Araujo. Mentre a Ciampino atterrerà nel pomeriggio il Presidente del Congo, Sassou Nguesso. Sabato dalla più vicina San Marino sono attesi invece in auto i Capitani Reggenti Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini.
GRTV/Redazione
29 aprile 2011
OCSE, IN ITALIA LA PERCENTUALE DI BIMBI POVERI SOPRA LA MEDIA
Poveri l'88% dei bambini che vivono con un solo genitore disoccupato
(GRTV) - Nel rapporto OCSE sulla condizione delle famiglie, si legge che il tasso di povertà infantile nei Paesi Ocse è salito al 12,7%, pari a circa 30 milioni di bambini poveri. Il tasso di povertà infantile in Italia è al 15%, al di sopra della media Ocse del 12,7%: nello specifico sono poveri l'88% dei bambini che vivono con un solo genitore disoccupato, il 79% di quelli che vivono con due genitori entrambi senza lavoro e il 22,5% di quelli che vivono in una famiglia di due genitori di cui solo uno lavora. Dal rapporto su legge che in Italia le donne con difficoltà conciliano maternità e lavoro retribuito. Dal momento che le donne antepongono il lavoro ai figli, aumenta la possibilità di non aver figli del tutto, e quindi cala il tasso di fertilità e aumenta il numero di donne senza figli. E ci sono anche più coppie senza figli. Tra le famiglie con figli, inoltre, sono in media il 40% ad avere un bimbo solo, un altro 40% ad averne due e solo il 20% ad averne 3 o più. Tra le forme di unione, il matrimonio resta la più diffusa, anche se il tasso è in costante diminuzione. Al contrario aumentano i divorzi, quindi quasi il 15% dei bambini nell'area Ocse vive in una famiglia di un solo genitore, e l'11,3% con due genitori conviventi.
Dal rapporto emerge anche che l'Italia spende l'1,4% del proprio Pil per il sostegno alle famiglie con bambini, meno della media dei Paesi Ocse, che è al 2,2% del Pil.
GRTV/Redazione
(GRTV) - Nel rapporto OCSE sulla condizione delle famiglie, si legge che il tasso di povertà infantile nei Paesi Ocse è salito al 12,7%, pari a circa 30 milioni di bambini poveri. Il tasso di povertà infantile in Italia è al 15%, al di sopra della media Ocse del 12,7%: nello specifico sono poveri l'88% dei bambini che vivono con un solo genitore disoccupato, il 79% di quelli che vivono con due genitori entrambi senza lavoro e il 22,5% di quelli che vivono in una famiglia di due genitori di cui solo uno lavora. Dal rapporto su legge che in Italia le donne con difficoltà conciliano maternità e lavoro retribuito. Dal momento che le donne antepongono il lavoro ai figli, aumenta la possibilità di non aver figli del tutto, e quindi cala il tasso di fertilità e aumenta il numero di donne senza figli. E ci sono anche più coppie senza figli. Tra le famiglie con figli, inoltre, sono in media il 40% ad avere un bimbo solo, un altro 40% ad averne due e solo il 20% ad averne 3 o più. Tra le forme di unione, il matrimonio resta la più diffusa, anche se il tasso è in costante diminuzione. Al contrario aumentano i divorzi, quindi quasi il 15% dei bambini nell'area Ocse vive in una famiglia di un solo genitore, e l'11,3% con due genitori conviventi.
Dal rapporto emerge anche che l'Italia spende l'1,4% del proprio Pil per il sostegno alle famiglie con bambini, meno della media dei Paesi Ocse, che è al 2,2% del Pil.
GRTV/Redazione
I NUOVI PROFESSIONISTI? LAUREATI, POCO AUTONOMI E MAL PAGATI
(NoveColonne ATG) Roma - Vengono definiti “lavoratori professionisti” eppure risultano essere poco autonomi, spesso soggetti ad uno stringente orario di lavoro, con contratti a “tempo” piuttosto che a “risultato”. Sono queste le considerazioni che emergono dalla ricerca dell’Ires, promossa dalla Cgil e dalla Filcams, “Professionisti: a quali condizioni?”. Il rapporto dell’istituto di ricerca del sindacato di Corso d'Italia accende un faro sui cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il lavoro autonomo e in particolare quello professionali. Alcuni numeri ne danno un esempio: un esercito di 5 milioni di persone (2 milioni iscritti agli ordini e ai collegi, 3 milioni i non regolati) che per l’80% ha una laurea e dove il 44,6% non supera i 15 mila euro di reddito l'anno. I risultati della ricerca Ires evidenziano come negli ultimi anni l'attenzione si sia concentrata prevalentemente sul lavoro subordinato mentre contemporaneamente si “alteravano gli equilibri economici e sociali sul versante del lavoro autonomo e professionale”. Questo disequilibrio non è tanto prodotto dalla costrizione ad usare forme improprie di lavoro (8,5%), che pure è un fenomeno presente e preoccupante su cui agire tempestivamente. La scarsa autonomia riguarda, infatti, il 19,6% del campione, la gestione definita e controllata di un orario di lavoro il 24,4%, un contratto stipulato sulla base della durata e non sui risultati della prestazione il 20,2%. I processi di cambiamento degli ultimi decenni, sottolinea la ricerca, “hanno indebolito i rapporti di forza che consentivano al singolo professionista o lavoratore autonomo di poter agire sul mercato con sufficiente capacità contrattuale”. Dall’indagine emerge chiaramente come il lavoro autonomo non sia più lo stesso perché “la capacità di contrattare del singolo professionista nei confronti dei propri committenti non è più in equilibrio”: il 58,4% di loro dichiara una possibilità pessima o insufficiente di riuscire a contrattare le condizioni di lavoro. Il tutto mentre, si osserva nella ricerca, “in Italia, non si è intervenuti dal punto di vista legislativo o contrattuale per riequilibrare la parte contraente che si stava indebolendo”.
IMMIGRATI, LA CORTE UE BOCCIA IL REATO DI CLANDESTINITÀ
(Nove Colonne ATG) Roma - Bocciato. Il reato di clandestinità punito con la reclusione previsto dal legislatore italiano nel 2009 con il cosiddetto “pacchetto sicurezza” è in contrasto con la direttiva europea per i rimpatri dei clandestini. A stabilirlo è stata la Corte di giustizia della Ue, che si è pronunciata sul caso di un algerino, Hassen El Dridi, condannato a un anno di carcere nel 2010 dal tribunale di Trento. Secondo la Corte “una sanzione penale come quella prevista dalla legislazione italiana può compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Nella sentenza poi si sottolinea che i Paesi dell’Ue “non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo una pena detentiva”, come quella prevista dalla normativa italiana. Di conseguenza la Corte di giustizia europea invita i giudici italiani a “disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva”, in particolare quella che “prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni”, e a “tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri”. Una bocciatura netta, che le opposizioni leggono come un altro fallimento della politica del governo sui fenomeni migratori. Tra l’altro il Parlamento italiano non ha ancora recepito la direttiva europea rimpatri, cosa che avrebbe dovuto fare entro lo scorso 24 dicembre. Per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini “questo governo fa provvedimenti demagogici che puntualmente vengono smentiti” e certamente “così non si può andare avanti”, mentre Rosy Bindi del Pd sottolinea come “sull'immigrazione le figuracce del governo italiano non finiscono mai”. Secondo il capogruppo alla Camera di Fli Benedetto Della Vedova “ad essere stata bocciata è una norma demagogica e inefficiente, che aggrava l’arretrato giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza migliorare e al contrario intralciando le procedure di espulsione e rimpatrio degli immigrati irregolari”. Spara ad a zero invece il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro: “E' ormai provato che siamo di fronte a una dittatura strisciante in cui vengono presi provvedimenti contro la Carta dei diritti dell'uomo, si dichiara guerra senza passare per il Parlamento e si occupano le istituzioni per fini personali”. Sul fronte della maggioranza tra i primi a commentare la sentenza della Corte Ue è il presidente leghista della Regione Veneto Luca Zaia, che non si dice sorpreso di un pronunciamento “che conferma come in questi ultimi tempi dai palazzi di Bruxelles giungano solo notizie destabilizzanti e contrarie agli interessi e alla sovranità italiani, soprattutto se si parla di immigrazione”.
Documento di economia e finanza 2011, Narducci (PD): Basta ai tagli alle strutture italiane all’estero
Roma, 28aprile 2011 - Intervenendo oggi in aula nel dibattito sul “Documento di economia e finanza 2011”, Franco Narducci, deputato eletto nella circoscrizione Europa e Vice presidente della Commissione affari esteri, ha difeso vigorosamente il ruolo e il valore delle comunità italiane residenti all’estero ai fini della promozione del sistema Italia nel quadro complessivo dell’internazionalizzazione. Di seguito, il testo integrale dell’intervento di Narducci.
“Signor Presidente, nel corso del 2010 l'economia mondiale ha fatto registrare un tasso di crescita del PIL del 4,8 per cento, grazie anche ad un incremento di 12 punti percentuali del commercio mondiale, dopo il consistente calo del 2009.
“Signor Presidente, nel corso del 2010 l'economia mondiale ha fatto registrare un tasso di crescita del PIL del 4,8 per cento, grazie anche ad un incremento di 12 punti percentuali del commercio mondiale, dopo il consistente calo del 2009.
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