08 apr 2014

Giovanni Di Rosa, Presidente del Comites Saarland, attacca duramente l'on. Garavini per la soluzione da lei proposta a proposito degli sportelli consolari di Norimberga e Saarbrücken



La chiusura degli Sportelli consolari di Saarbrücken e Norimberga senza logica,
senza spiegazione e senza  una nota di dispiacere tanto ricorda una “Proposta che non si può  rifiutare”


Il presidente del Comites/Saar, Cav. Giovanni Di Rosa, si associa al disappunto esternato dal Presidente del Comites di Norimberga, Giovanni Ardizzone, contro la superficialità e l’evidente scarso interesse che traspaiono dall’interrogazione parlamentare avanzata dalla deputata Laura Garavini (PD) per la revisione della chiusura degli Sportelli consolari nei due importanti centri tedeschi.
Particolarmente irritante è che per l’ennesima volta la deputata eletta nella circoscrizione estero, unica ad  avere residenza in Germania, prenda posizione sulla rete consolare italiana in Germania senza consultare, sentire o avvertire i rappresentanti eletti nei rispettivi Comitati degli Italiani all’Estero.
Se, infatti, Laura Garavini avesse sentito Di Rosa e Ardizzone prima di formulare la sua pur tardiva interrogazione parlamentare, si sarebbe accorta che proporre un passaggio di competenze transnazionale come il caso di Saarbrücken da accorpare al Lussemburgo è cosa inutile ed impraticabile. Si sarebbe accorta anche che chiedere l’accorpamento di Norimberga a Francoforte, vista la dimensione del territorio della Franconia, non apporta alcun vantaggio pratico.
La Deputata Garavini avrebbe piuttosto dovuto battere il tasto dell’inutilità delle chiusure dei due Sportelli consolari perché essi operano a costo zero.         
La Deputata Garavini avrebbe dovuto esortare il Ministro Mogherini ad accettare le offerte delle autorità locali ad accogliere gratuitamente gli sportelli consolari, sia in Saarbrücken sia in Norimberga.
La Deputata Garavini si sarebbe dovuta indignare nei confronti della sua compagna di Partito Mogherini per il metodo con cui sono imposte le chiusure a Saarbrücken e a Norimberga, che tanto ricorda quelle “Proposte che non si possono rifiutare” espresse dal protagonista di un famoso romanzo di Mario Puzo.
La Deputata Garavini dovrebbe impedire con tutte le sue forze il metodo coercitivo col quale sono imposte le chiusure di due uffici che operano secondo il dettato dalla Spending  Review.
La Deputata Garavini si sarebbe dovuta meglio documentare e ricordare al ministro Mogherini che allo sportello consolare in Saarbrücken, con soli tre impiegati, di cui solo due con contratto a tempo indeterminato, fanno riferimento oltre trentatremila connazionali, di cui circa 13.000 residenti nel Palatinato.

Cav. Giovanni Di Rosa
Presidente Comites/Saar  

Comunicato On. Garavini:

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