09 giu 2013

A sessantacinque anni......


 

 Quando mia nonna intendeva punzecchiare mio nonno per qualche piccolo screzio sorto tra loro, terminava la scenata esclamando: "Beati quei tempi in cui gli uomini a sessantacinque anni venivano condotti in cima alla rupe e scaraventati giù".  Io, che per solidarietà al sesso prendevo le parti di mio nonno, le chiedevo: "Nonna, ma venivano buttati giù solo gli uomini o pure le donne?".  Alla mia domanda la nonna preferiva non rispondere, mentre mio nonno divertito se la rideva di bello e mi strizzava l'occhio, segno quasi sempre di una gratificazione consistente in un pacco di biscotti wafer che a me piacevano tanto. La storiella che a sessantacinque anni gli uomini (e anche le donne voglio augurarmi) venissero scaraventati giù dalla rupe circolava, soprattutto tra semplici creduloni, pur sapendo non esser vera; e può darsi che essa volesse evocare periodi di carestia e un inconscio desiderio di sbarazzarsi di bocche parassite e improduttive. Naturalmente non le si dava alcun credito: un innocente e semplice spasso, poiché nessuno era stato mai scaraventato dalla rupe. E' passato tanto tempo da allora, ma spesso, riandando alla mia fanciullezza , mi ritornano alla mente le punzecchiature di mia nonna e il rammarico che ciò non fosse vero ai nostri tempi in cui siamo costretti a tollerare il malgoverno delle cariatidi del nostro Parlamento. Pensate quanta bile ci risparmeremmo per un impiego migliore nel processo di metabolizzazione dei nostri sempre più magri alimenti se vigesse veramente questa provvidenziale via di salvezza. Pensate pure a come sarebbe più funzionale il nostro Governo senza l'ingombro dei Napolitano, dei Berlusconi, dei Cicchitto, dei Brunetta, delle Bindi, delle Finocchiaro, dei D'Alema e di tanti altri matusa che bivaccano sul Colle e nelle Camere da un'eternità, abbarbicati al loro redditizio scranno, e a quanti giovani precari potrebbero occupare i loro posti resi vacanti e disinfettati, elaborando e promulgando leggi meno becere e più utili per la società. Sono sicuro che di colpo verrebero revocati tanti privilegi di tipo feudale, come la scorta di quaranta poliziotti che, ventquattr'ore su ventiquattro, vigilano sull'incolumità del mandrillo di Arcore e che allo Stato costano due milioni e mezzo all'anno;  si rispiarmerebbe la spesa dell'acqisto di trentacinque super jet da dare in dotazione alle nostre forze armate per la difesa di uno sgangherato Paese che nessuno si sognerebbe mai di attaccare, non fosse altro, per paura di rmanerne contagiato; sparirebbero gli sprechi per la costruzione di una linea ferroviaria per treni super veloci (TAV) utili solo alla devastazione del territorio; e le poche risorse potrebbero  essere impiegate per  migliorare altre linee ferroviarie nel resto del Paese, soprattutto dell'Italia Meridionale delle quali l'ultima manutenzione si deve ai Borbone; per non parlare dell'autostrada Salerno Reggio Calabria, da cinquant'anni fonte inesauribile di guadagno per le cosche mafiose locali e non. 
 

Antonio Circosta
Membro COMITES Hannover

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