05 lug 2012

D’AMICO (LEGA) A"ITALIACHIAMAITALIA": GLI ELETTI ALL’ESTERO NON DEVONO AVERE STESSE CARATTERISTICHE DEI COLLEGHI ITALIANI


ROMA\ aise\ - Parlamentari "diversi", perché diverso è l’elettorato di cui sono emanazione. Per il deputato leghista Claudio D’Amico gli eletti all’estero hanno certe peculiarità che dovrebbero riflettersi anche nel loro ruolo e nelle loro funzioni all’interno del Parlamento.

Intervistato da "ItaliachiamaItalia", portale diretto da Ricky Filosa, D’Amico ha sostenuto che "bisogna ridisegnare la rappresentanza" degli italiani all’estero che "non vogliono essere abbandonati o trattati in modo superficiale come accade con le chiusure consolari".
Il deputato dice, infatti, di essere "contro la chiusura dei consolati perché servono a dare servizi ai cittadini, piuttosto chiudiamo le ambasciate all’interno dell’Ue. I ministri si incontrano costantemente, non servono più gli ambasciatori, risparmiamo lì e investiamo nei consolati che, invece, forniscono utilità e servizi. Inoltre, in Italia spendiamo troppi soldi per gestire l’assistenza agli immigrati stranieri, diamo questa cifra agli emigrati italiani. In Venezuela, in Canada e negli States ho visto situazioni difficili per molti concittadini, lo stato al quale appartengono deve prendersi cura prima di loro e poi degli stranieri, soprattutto in questo momento di crisi, con il lavoro che scarseggia anche per gli italiani".
Quanto ai parlamentari, "gli italiani all’estero possono eleggere i loro rappresentanti, ma non devono avere le stesse caratteristiche dei colleghi parlamentari. Potrebbero partecipare solamente alle votazioni sul budget e sulle problematiche riguardanti il loro settore, così – conclude – potrebbero seguire la loro comunità. Il rapporto con gli elettori è fondamentale”. (aise)

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