5 set 2011

MANOVRA, SULLE PENSIONI IL GOVERNO FA RETROMARCIA

(NoveColonne ATG) Roma - Retromarcia sulle pensioni. Dopo la rivolta sul web, la denuncia dei sindacati (non solo Cgil, anche Cisl e Uil avevano preannunciato proteste), l’indignazione delle opposizioni e, soprattutto, i dubbi emersi all’interno della Lega Nord, è stato deciso di mettere da parte l’ipotesi di un intervento sulla previdenza che rendeva validi gli anni riscattati per gli studi universitari e per il servizio militare solo per il conteggio dell’ammontare dell’assegno pensionistico e non ai fini del calcolo degli anni per il raggiungimento della pensione d’anzianità (i 40 anni avrebbero dovuto essere effettivamente lavorati).
Dal vertice tra il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e quello della Semplificazione Roberto Calderoli (presenti anche i tecnici del ministero dell’economia), è arrivata quindi una sconfessione a stretto giro (neanche due giorni pieni) dell’accordo raggiunto nel vertice di Arcore. Il recupero del gettito garantito dal provvedimento sulla previdenza dovrebbe avvenire con un aumento della lotta all’evasione fiscale, ma tutto è ancora allo studio. Soddisfatti naturalmente per il dietrofront del governo tutti i sindacati (ognuno si intesta la vittoria attraverso la pressione della sua protesta) ma la segretaria della Cgil Susanna Camusso invita i colleghi di Cisl e Uil a non esultare troppo prima di vedere le carte (gli emendamenti del governo non sono ancora arrivati alla commissione Bilancio del Senato che sta esaminando la manovra di Ferragosto): “Aspetterei a gridare vittoria e attenderei i provvedimenti successivi”, dice Camusso rivolta a Cisl e Uil, e comunque “le ragioni dello sciopero stavano nell’iniquità della manovra, prima della norma sulle pensioni” e “l’iniquità rimane”. Del parere opposto, invece, il leader della Cisl Raffaele Bonanni, che si dice dispiaciuto “per la Camusso e per la Cgil, che con lo stralcio delle norme sulle pensioni ottenuto grazie alla pressione in queste ore di Cisl e Uil, vede scomparire l’assist per fare uno sciopero generale, peraltro già discutibile e dannoso in questo momento per la situazione economica del Paese”. Duri i commenti dell’opposizione, che con la capogruppo Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro parlano di un governo che con la sua maggioranza “sfiora la farsa” ma rimane comunque “scandaloso”. “C’è da gioire per la cancellazione di una norma ingiusta e incostituzionale come quella sulle pensioni - spiega Finocchiaro - ma ora ci troviamo di fronte a una manovra che non esiste”. Anche il vice presidente di Fli Italo Bocchino non risparmia critiche al governo sottolineando come “l’inevitabile retromarcia sulle pensioni è l’ennesima brutta figura di una maggioranza ormai allo sbando, con la conseguenza che il buco passa da cinque a sette miliardi, obbligando il governo o all’aumento dell’Iva o a un’ulteriore manovra entro la fine dell’anno”.

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