9 apr 2011

MI DIMETTO DA ITALIANO

Si, il pensiero di dimettermi da italiano per me e, credo, per tanti altri cittadini della Repubblica che viviamo all’estero è ormai molto forte e sempre più frequente, purtroppo. Anche per chi, come il sottoscritto, pur dopo tanti anni di emigrazione e di residenza in Svizzera non ha mai pensato, finora, nemmeno di scalfire la cittadinanza italiana chiedendo quella elvetica per diventare doppio cittadino. Oggi, confesso, la tentazione di dimettermi da italiano è, tuttavia, quasi irresistibile con le notizie e le immagini che dall’Italia ci raggiungono quotidianamente in ogni parte del mondo, tramite i giornali, le tv ed internet. Notizie ed immagini che ci espongono tutti alla berlina della gente che ci circonda nella nostra vita quotidiana e ci fanno veramente vergognare di essere italiani mettendoci, oltretutto, in grande imbarazzo soprattutto con i nostri figli.



Non bastavano le immagini de L’Aquila, una città morta ed ancora transennata a due anni dal terremoto; il bunga-bunga e le vicende giudiziarie del capo del governo; lo sfregio dei leghisti al Tricolore ed all’Unità d’Italia; le scene orribili degli ospedali psichiatrici giudiziari che ci riportano al medioevo. No, non bastavano quelle immagini, adesso abbiamo perfino dei teatranti che a pagamento, in una trasmissione di successo di una tv di proprietà del presidente del consiglio, si spacciano per dei veri terremotati de L’Aquila lodando l'operato del governo Berlusconi e dando L’Aquila ormai per ricostruita; abbiamo nel parlamento le risse da taverna con il Ministro della difesa che manda un plateale vaffa….. al Presidente della Camera dei Deputati; parlamentari della maggioranza che se la prendono con una deputata diversamente abile; abbiamo le immagini pietose di Lampedusa a testimonianza dell’assurdità di un Paese di 60 milioni di cittadini, pur ricco e considerato tra i più importanti al mondo, che va in tilt per l’arrivo (peraltro ampiamente previsto dallo stesso Ministro dell’Interno) di qualche migliaia di immigrati disperati; immagini dell’isola accompagnate da quelle del capo del governo che elargisce alla popolazione arrabbiata di Lampedusa, come fece anche a L’Aquila, le sue solite bufale tranquillizzanti (in questo caso: Lampedusa zona franca, apertura di un casinò e la promessa del nobel della pace per l’isola, ecc.), riuscendo perfino a farsi applaudire da qualche sprovveduto o, forse, da qualche prezzolata comparsa, chissà! Che vergogna, che tristezza. C’è solo da sperare che tutto questo sia solo un brutto sogno e che finisca presto, molto presto ed è proprio questa speranza che, evidentemente, dà la forza al sottoscritto ed a tanti altri emigrati di non tramutare in realtà il pensiero assillante di dimetterci da italiani.



Dino Nardi (nardi.svizzera@bluewin.ch)

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